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Ricorso alla CEDU : Perchè si scrive Acqua, ma si legge Democrazia
- Category: Comunicato stampa
- Creato il Giovedì, 20 Marzo 2025 14:30
"Perchè si scrive Acqua, ma si legge Democrazia" e' il motto che ci accompagna da ormai quasi vent'anni e che, ancora oggi, 20 marzo 2025, è la principale motivazione per la quale abbiamo presentato alla Camera dei Deputati il nostro ricorso che depositemo alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU).
Con questa azione, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, custode del vittorioso esito referendario del giugno 2011 con il quale 27 ml di italian* hanno espresso la chiara volontà perchè la gestione dell'acqua fosse estromessa dalle logiche di mercato e di profitto, intende far valere un diritto attualmente ancora negato a tutt* noi e che, a causa di ciò, rappresenta un serio pericolo di inasprimento della situazione di disuguaglianza sociale già presente nel nostro Paese.
Ricorso alla CEDU : Perchè si scrive Acqua, ma si legge Democrazia
- Category: Comunicato stampa
- Creato il Giovedì, 20 Marzo 2025 14:30
"Perchè si scrive Acqua, ma si legge Democrazia" e' il motto che ci accompagna da ormai quasi vent'anni e che, ancora oggi, 20 marzo 2025, è la principale motivazione per la quale abbiamo presentato alla Camera dei Deputati il nostro ricorso che depositemo alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU).
Con questa azione, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, custode del vittorioso esito referendario del giugno 2011 con il quale 27 ml di italian* hanno espresso la chiara volontà perchè la gestione dell'acqua fosse estromessa dalle logiche di mercato e di profitto, intende far valere un diritto attualmente ancora negato a tutt* noi e che, a causa di ciò, rappresenta un serio pericolo di inasprimento della situazione di disuguaglianza sociale già presente nel nostro Paese.
Dichiarazione dell'EWM dopo la riunione di Lione
- Category: Comunicato stampa
- Creato il Sabato, 06 Aprile 2024 00:45
Lione, 4-6 aprile 2024
Acqua per tutti, Acqua per la Pace. In occasione del suo incontro annuale, il Movimento Europeo dell’Acqua (EWM – European Water Movement) riafferma il governo pubblico e democratico di questa risorsa vitale, che deve essere preservata quale bene comune contro qualsiasi privatizzazione, mercificazione ed accaparramento.
A fronte delle emergenze ambientali, sociali e politiche, il patrimonio naturale e le risorse idriche devono essere preservati mediante la loro prevenzione e protezione. Dinanzi a penuria, siccità e inondazioni, la garanzia di acqua per ciascuno deve avere priorità rispetto ad un utilizzo industriale od agricolo eccessivo od illegittimo. È imperativo ripristinare ecosistemi perturbati o distrutti, nonché la qualità dell’acqua, drammaticamente inquinata da agenti chimici tra cui PFAS e microplastiche. A tal fine deve essere garantito il supporto alla transizione agro-ecologica e devono essere adottate misure rigorose riguardo all’utilizzo e allo scarico di sostanze tossiche.
L’attuazione del diritto umano per tutti ai servizi idrosanitari richiede che l’acqua venga esclusa da processi di liberalizzazione, mercificazione, finanziarizzazione ed accaparramento. Il governo dell’acqua deve essere pubblico, trasparente e partecipativo, con un ruolo attivo di cittadini e lavoratori. Supportato e accompagnato da partenariati pubblico-pubblico, esso deve garantire l’accessibilità economica per tutti, la qualità dei servizi ed adeguati investimenti nelle infrastrutture e nella manutenzione necessaria per la riduzione delle perdite in rete.
I paesi che si trovano nella fase del processo di unione alla UE, in particolare i paesi balcanici, non devono essere trattati come zone sacrificali. I loro corpi idrici sono parte del sistema idrico europeo e devono essere preservati dal rischio di devastanti progetti minerari; i territori ai confini della UE non devono essere ridotti unicamente a fonte di prelievo di materie prime chiave.
Il Movimento Europeo dell’Acqua è estremamente preoccupato per l’attuale stato di guerra e per il crescendo di conflitti, dove l’acqua gioca un ruolo chiave. L’acqua non può essere utilizzata come strumento geopolitico, o peggio, come arma di guerra, come in Palestina, Siria-Iraq, Ucraina, Turchia e in altre regioni. Il Movimento Europeo dell’Acqua riafferma il suo incondizionato appoggio a queste popolazioni ed ai loro rifugiati. Chiede un immediato cessate il fuoco su tutti i fronti di guerra e fa proprio l’appello dell’ONU “Acqua per la Pace”.
Esprime inoltre preoccupazione per la crescente militarizzazione della società e chiede di fermare e contrastare attivamente la criminalizzazione e lo screditamento dei movimenti in difesa dei beni comuni e, più in generale, del diritto al dissenso e della libertà di informazione e di parola.
Queste istanze sono state espresse in una lettera aperta alle istituzioni della UE, ai rappresentanti eletti ed ai candidati alle prossime elezioni europee, con la richiesta di un’immediata riattivazione dell’Iniziativa per la Resilienza dell’Acqua (Water Resilience Initiative), articolata su tali punti.
Dichiarazione dell'EWM dopo la riunione di Lione
- Category: Comunicato stampa
- Creato il Sabato, 06 Aprile 2024 00:45
Lione, 4-6 aprile 2024
Acqua per tutti, Acqua per la Pace. In occasione del suo incontro annuale, il Movimento Europeo dell’Acqua (EWM – European Water Movement) riafferma il governo pubblico e democratico di questa risorsa vitale, che deve essere preservata quale bene comune contro qualsiasi privatizzazione, mercificazione ed accaparramento.
A fronte delle emergenze ambientali, sociali e politiche, il patrimonio naturale e le risorse idriche devono essere preservati mediante la loro prevenzione e protezione. Dinanzi a penuria, siccità e inondazioni, la garanzia di acqua per ciascuno deve avere priorità rispetto ad un utilizzo industriale od agricolo eccessivo od illegittimo. È imperativo ripristinare ecosistemi perturbati o distrutti, nonché la qualità dell’acqua, drammaticamente inquinata da agenti chimici tra cui PFAS e microplastiche. A tal fine deve essere garantito il supporto alla transizione agro-ecologica e devono essere adottate misure rigorose riguardo all’utilizzo e allo scarico di sostanze tossiche.
L’attuazione del diritto umano per tutti ai servizi idrosanitari richiede che l’acqua venga esclusa da processi di liberalizzazione, mercificazione, finanziarizzazione ed accaparramento. Il governo dell’acqua deve essere pubblico, trasparente e partecipativo, con un ruolo attivo di cittadini e lavoratori. Supportato e accompagnato da partenariati pubblico-pubblico, esso deve garantire l’accessibilità economica per tutti, la qualità dei servizi ed adeguati investimenti nelle infrastrutture e nella manutenzione necessaria per la riduzione delle perdite in rete.
I paesi che si trovano nella fase del processo di unione alla UE, in particolare i paesi balcanici, non devono essere trattati come zone sacrificali. I loro corpi idrici sono parte del sistema idrico europeo e devono essere preservati dal rischio di devastanti progetti minerari; i territori ai confini della UE non devono essere ridotti unicamente a fonte di prelievo di materie prime chiave.
Il Movimento Europeo dell’Acqua è estremamente preoccupato per l’attuale stato di guerra e per il crescendo di conflitti, dove l’acqua gioca un ruolo chiave. L’acqua non può essere utilizzata come strumento geopolitico, o peggio, come arma di guerra, come in Palestina, Siria-Iraq, Ucraina, Turchia e in altre regioni. Il Movimento Europeo dell’Acqua riafferma il suo incondizionato appoggio a queste popolazioni ed ai loro rifugiati. Chiede un immediato cessate il fuoco su tutti i fronti di guerra e fa proprio l’appello dell’ONU “Acqua per la Pace”.
Esprime inoltre preoccupazione per la crescente militarizzazione della società e chiede di fermare e contrastare attivamente la criminalizzazione e lo screditamento dei movimenti in difesa dei beni comuni e, più in generale, del diritto al dissenso e della libertà di informazione e di parola.
Queste istanze sono state espresse in una lettera aperta alle istituzioni della UE, ai rappresentanti eletti ed ai candidati alle prossime elezioni europee, con la richiesta di un’immediata riattivazione dell’Iniziativa per la Resilienza dell’Acqua (Water Resilience Initiative), articolata su tali punti.
Come i Pfas hanno contaminato l’Italia
- Category: Notizie locali
- Creato il Martedì, 02 Maggio 2023 08:12
Cosa sono i Pfas e come il Po è diventato il fiume più contaminato d’Europa. I rischi per l’ambiente e la salute, e le possibili soluzioni.
- Cosa sono i Pfas
- La contaminazione Pfas in Italia
- I Pfas e la salute
- I processi per inquinamento ambientale
- I Pfas nel cibo
- Le possibili soluzioni
Leggi il resto dell'articolo sul sito web di Lifegate
Come i Pfas hanno contaminato l’Italia
- Category: Notizie locali
- Creato il Martedì, 02 Maggio 2023 08:12
Cosa sono i Pfas e come il Po è diventato il fiume più contaminato d’Europa. I rischi per l’ambiente e la salute, e le possibili soluzioni.
- Cosa sono i Pfas
- La contaminazione Pfas in Italia
- I Pfas e la salute
- I processi per inquinamento ambientale
- I Pfas nel cibo
- Le possibili soluzioni
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Draghi svilisce il Parlamento: decreto delegato riscrive il DDL Concorrenza e rilancia le privatizzazioni
- Category: Comunicato stampa
- Creato il Martedì, 20 Settembre 2022 15:33
Venerdì 16 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato, tra gli altri provvedimenti, anche il decreto legislativo di riordino dei servizi pubblici locali, discendente dalla legge delega sulla concorrenza approvata all’inizio dello scorso mese di agosto.
In primo luogo, va notato come il governo dimissionario Draghi norma una materia così importante e delicata una settimana prima del voto, che ci consegnerà un quadro politico comunque diverso dall’attuale. Siamo in presenza di un governo, a partire dal Presidente del Consiglio, che decide in modo autonomo e arbitrario quali sono gli atti di ordinaria amministrazione su cui intervenire. Viene a configurarsi una situazione per cui i poteri del Presidente del Consiglio vengono amplificati nei fatti, secondo una torsione di carattere autoritario che abbiamo visto all’opera anche nei mesi precedenti.
Ancor più gravi, però, sono i contenuti presenti nel decreto legislativo che abbiamo appreso dalla stampa. Se confermati, essi vanno ben al di là di quanto previsto dalla legge delega sulla concorrenza, in specifico l’art. 8 della stessa, frutto di una lunga discussione in Parlamento e nella società, e anzi lo contraddicono in modo pesante. Si configura chiaramente un “eccesso di delega” che non può in alcun modo essere accettato. Infatti, nel decreto legislativo, si esclude la possibilità per le aziende speciali di gestire i servizi a rete, cosa non presente nel testo della legge delega e mai comparsa nella discussione; si reintroduce il fatto che, nella relazione da approvare da parte degli Enti Locali che scelgono la soluzione dell’autoproduzione, vanno giustificate le ragioni del mancato ricorso al mercato, dizione espunta nel corso del dibattito parlamentare; si stabilisce che tale relazione debba essere inviata all’Osservatorio per i servizi pubblici locali, ripristinando per questa via una “supervisione” nazionale che era stata esclusa in corso d’opera nella discussione del Parlamento.
Ci troviamo di fronte ad un provvedimento che stravolge il mandato parlamentare e che non può che essere rigettato e modificato nel profondo: ciò deve essere prodotto dal prossimo governo e dalle Commissioni parlamentari competenti del futuro Parlamento. Da parte nostra, continueremo, così come abbiamo fatto nei mesi precedenti, la nostra iniziativa per sbarrare la strada a scelte che spingono verso la privatizzazione dei servizi pubblici locali e non rispettano l’esito dei referendum del 2011.
Roma, 20 settembre 2022.
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Draghi svilisce il Parlamento: decreto delegato riscrive il DDL Concorrenza e rilancia le privatizzazioni
- Category: Comunicato stampa
- Creato il Martedì, 20 Settembre 2022 15:33
Venerdì 16 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato, tra gli altri provvedimenti, anche il decreto legislativo di riordino dei servizi pubblici locali, discendente dalla legge delega sulla concorrenza approvata all’inizio dello scorso mese di agosto.
In primo luogo, va notato come il governo dimissionario Draghi norma una materia così importante e delicata una settimana prima del voto, che ci consegnerà un quadro politico comunque diverso dall’attuale. Siamo in presenza di un governo, a partire dal Presidente del Consiglio, che decide in modo autonomo e arbitrario quali sono gli atti di ordinaria amministrazione su cui intervenire. Viene a configurarsi una situazione per cui i poteri del Presidente del Consiglio vengono amplificati nei fatti, secondo una torsione di carattere autoritario che abbiamo visto all’opera anche nei mesi precedenti.
Ancor più gravi, però, sono i contenuti presenti nel decreto legislativo che abbiamo appreso dalla stampa. Se confermati, essi vanno ben al di là di quanto previsto dalla legge delega sulla concorrenza, in specifico l’art. 8 della stessa, frutto di una lunga discussione in Parlamento e nella società, e anzi lo contraddicono in modo pesante. Si configura chiaramente un “eccesso di delega” che non può in alcun modo essere accettato. Infatti, nel decreto legislativo, si esclude la possibilità per le aziende speciali di gestire i servizi a rete, cosa non presente nel testo della legge delega e mai comparsa nella discussione; si reintroduce il fatto che, nella relazione da approvare da parte degli Enti Locali che scelgono la soluzione dell’autoproduzione, vanno giustificate le ragioni del mancato ricorso al mercato, dizione espunta nel corso del dibattito parlamentare; si stabilisce che tale relazione debba essere inviata all’Osservatorio per i servizi pubblici locali, ripristinando per questa via una “supervisione” nazionale che era stata esclusa in corso d’opera nella discussione del Parlamento.
Ci troviamo di fronte ad un provvedimento che stravolge il mandato parlamentare e che non può che essere rigettato e modificato nel profondo: ciò deve essere prodotto dal prossimo governo e dalle Commissioni parlamentari competenti del futuro Parlamento. Da parte nostra, continueremo, così come abbiamo fatto nei mesi precedenti, la nostra iniziativa per sbarrare la strada a scelte che spingono verso la privatizzazione dei servizi pubblici locali e non rispettano l’esito dei referendum del 2011.
Roma, 20 settembre 2022.
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Ricorso al tribunale da parte del Comitato Umbro Acqua Pubblica contro Umbra Acque spa
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Domenica, 28 Agosto 2022 10:10
25 giugno 2022
Da tempo è dimostrato che profitti e servizi pubblici non possono andare d’accordo e che le gestioni private massimizzano i profitti lasciando debiti e inefficienze al pubblico.
Azione Popolare del Comitato Umbro Acqua Pubblica : con la gestione privata i conti non tornano
26 giugno 2022
Ricorso al tribunale da parte del Comitato Umbro Acqua Pubblica contro Umbra Acque spa
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Domenica, 28 Agosto 2022 10:10
25 giugno 2022
Da tempo è dimostrato che profitti e servizi pubblici non possono andare d’accordo e che le gestioni private massimizzano i profitti lasciando debiti e inefficienze al pubblico.
Azione Popolare del Comitato Umbro Acqua Pubblica : con la gestione privata i conti non tornano
26 giugno 2022
Stop al DDL Concorrenza – No alla privatizzazione dei servizi idrici
- Category: Comunicato stampa
- Creato il Martedì, 22 Marzo 2022 21:44
Lettera aperta dell’European Water Movement ai parlamentari italiani ed europei
Come Movimento Europeo dell’Acqua confermiamo il fermo impegno contro la privatizzazione e l’accaparramento delle risorse idriche.
A questo riguardo esprimiamo grande preoccupazione per la politica Europea a favore dei soggetti privati così come viene determinata nel programma Next Generation EU e nei relativi Recovery Plan nazionali. In particolare, condividendo le valutazioni e le iniziative del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, esprimiamo preoccupazione per l’Italia che con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il connesso Disegno di Legge per la Concorrenza (DDL Concorrenza) sta predisponendo un contesto sbilanciato a favore della privatizzazione dei servizi pubblici locali.
Riguardo al settore idrico il PNRR punta a realizzare una ristrutturazione fondata sull’allargamento verso Sud, ma non solo, del territorio di competenza di alcune grandi aziende multiservizio quotate in Borsa che vengono identificate come gestori “efficienti” ma che in realtà risultano tali solo nel garantire la massimizzazione dei profitti mediante processi finanziari.
Collegato al PNRR, il DDL Concorrenza ha la finalità esplicita di rimuovere gli ostacoli normativi ed amministrativi all’apertura dei mercati. In particolare con l’articolo 6 si punta al definitivo affidamento al mercato dei servizi essenziali rendendo residuale la loro gestione pubblica, per cui gli Enti Locali che opteranno per tale scelta dovranno letteralmente “giustificare” il mancato ricorso al mercato.
Stop al DDL Concorrenza – No alla privatizzazione dei servizi idrici
- Category: Comunicato stampa
- Creato il Martedì, 22 Marzo 2022 21:44
Lettera aperta dell’European Water Movement ai parlamentari italiani ed europei
Come Movimento Europeo dell’Acqua confermiamo il fermo impegno contro la privatizzazione e l’accaparramento delle risorse idriche.
A questo riguardo esprimiamo grande preoccupazione per la politica Europea a favore dei soggetti privati così come viene determinata nel programma Next Generation EU e nei relativi Recovery Plan nazionali. In particolare, condividendo le valutazioni e le iniziative del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, esprimiamo preoccupazione per l’Italia che con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il connesso Disegno di Legge per la Concorrenza (DDL Concorrenza) sta predisponendo un contesto sbilanciato a favore della privatizzazione dei servizi pubblici locali.
Riguardo al settore idrico il PNRR punta a realizzare una ristrutturazione fondata sull’allargamento verso Sud, ma non solo, del territorio di competenza di alcune grandi aziende multiservizio quotate in Borsa che vengono identificate come gestori “efficienti” ma che in realtà risultano tali solo nel garantire la massimizzazione dei profitti mediante processi finanziari.
Collegato al PNRR, il DDL Concorrenza ha la finalità esplicita di rimuovere gli ostacoli normativi ed amministrativi all’apertura dei mercati. In particolare con l’articolo 6 si punta al definitivo affidamento al mercato dei servizi essenziali rendendo residuale la loro gestione pubblica, per cui gli Enti Locali che opteranno per tale scelta dovranno letteralmente “giustificare” il mancato ricorso al mercato.
Da Napoli un messaggio chiaro: stop alle privatizzazioni, acqua pubblica senza se e senza S.p.A.
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Sabato, 20 Novembre 2021 17:10
L'Assemblea dei Movimenti per l'acqua riunitasi a Napoli il 20 novembre 2021 a seguito della manifestazione nazionale svoltasi nella mattina si sente impegnata per contrastare i processi di privatizzazione del servizio idrico integrato che vengono rilanciati in questa fase e per affermare un'idea dell'acqua come bene comune e della ripubblicizzazione del servizio idrico.
In questo senso, l'Assemblea ritiene necessario:
- Riconfermare il valore dell'esperienza dell'Azienda Speciale ABC Napoli, baluardo di democrazia e di attuazione della volontà referendaria. In tal senso, chiede al sindaco di Napoli una dichiarazione chiara e netta di difesa e messa in sicurezza dell'Azienda Speciale ABC Napoli, quale soggetto di diritto pubblico, impedendo qualsiasi tentativo di trasformazione di natura societaria e quindi di privatizzazione.
- Impedire che il PNRR costituisca un ulteriore elemento di penalizzazione per il Mezzogiorno e del tentativo di fare di esso il terreno di conquista da parte delle Multiservizi nella gestione del servizio idrico e dei servizi pubblici locali. In tal senso chiede al Ministro della Transizione Ecologica il ritiro della circolare del 12 maggio 2021 che impedisce ad una pluralità di gestori del servizio idrico di accedere ai fondi del PNRR. Tale provvedimento che, per sua natura, non può che avere effetti interni al Ministero, è illegittimo, privo di fondamento giuridico e in contrasto con i principi europei che hanno quale obiettivo l'eliminazione delle diseguaglianze territoriali e sociali.
- Contrastare il disegno di privatizzazione del servizio idrico integrato e dei servizi pubblici locali avanzato nel DDL concorrenza. Riteniamo necessario, anzi, che l'art. 6 del suddetto DDL venga stralciato in quanto non rispetta il vincolo referendario, impedendo le gestioni pubbliche e favorendo di fatto i monopolisti privati.
Da Napoli un messaggio chiaro: stop alle privatizzazioni, acqua pubblica senza se e senza S.p.A.
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Sabato, 20 Novembre 2021 17:10
L'Assemblea dei Movimenti per l'acqua riunitasi a Napoli il 20 novembre 2021 a seguito della manifestazione nazionale svoltasi nella mattina si sente impegnata per contrastare i processi di privatizzazione del servizio idrico integrato che vengono rilanciati in questa fase e per affermare un'idea dell'acqua come bene comune e della ripubblicizzazione del servizio idrico.
In questo senso, l'Assemblea ritiene necessario:
- Riconfermare il valore dell'esperienza dell'Azienda Speciale ABC Napoli, baluardo di democrazia e di attuazione della volontà referendaria. In tal senso, chiede al sindaco di Napoli una dichiarazione chiara e netta di difesa e messa in sicurezza dell'Azienda Speciale ABC Napoli, quale soggetto di diritto pubblico, impedendo qualsiasi tentativo di trasformazione di natura societaria e quindi di privatizzazione.
- Impedire che il PNRR costituisca un ulteriore elemento di penalizzazione per il Mezzogiorno e del tentativo di fare di esso il terreno di conquista da parte delle Multiservizi nella gestione del servizio idrico e dei servizi pubblici locali. In tal senso chiede al Ministro della Transizione Ecologica il ritiro della circolare del 12 maggio 2021 che impedisce ad una pluralità di gestori del servizio idrico di accedere ai fondi del PNRR. Tale provvedimento che, per sua natura, non può che avere effetti interni al Ministero, è illegittimo, privo di fondamento giuridico e in contrasto con i principi europei che hanno quale obiettivo l'eliminazione delle diseguaglianze territoriali e sociali.
- Contrastare il disegno di privatizzazione del servizio idrico integrato e dei servizi pubblici locali avanzato nel DDL concorrenza. Riteniamo necessario, anzi, che l'art. 6 del suddetto DDL venga stralciato in quanto non rispetta il vincolo referendario, impedendo le gestioni pubbliche e favorendo di fatto i monopolisti privati.
10 anni, brutto compleanno referendum: Ancora Draghi !
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Domenica, 13 Giugno 2021 09:13
11 e 12 giugno 2011 : Dopo una mobilitazione nazionale durata 11 anni, il movimento sull’Acqua Bene Comune, nato dal primo Social Forum Europeo a Firenze e sviluppato su tutto il territorio, ha portato 27 milioni di italiani a votare SI all’abrogazione del articolo 23 bis del D.L. 112/2008, che obbligava gli enti locali alla privatizzazione di tutti servizi pubblici, promosso dall’allora governo Berlusconi.
Cosa auspicata anche dal precedente governo Prodi, il quale già da quando presiedeva la Commissione Europea, nel 1999-2004, evidenziava che il 70% del PIL europeo era prodotto dalla spesa pubblica e che toccava trasferire una parte di questo PIL verso le aziende private.
L’impatto di questa gigantesca vittoriosa mobilitazione popolare (dove tutti i partiti sono stati lasciati al rango di meri sostenitori, perché coinvolti nella spartizione della torta dei servizi pubblici attraverso sistemi clientelari) doveva bloccare le politiche di privatizzazione dei servizi pubblici.
In questo contesto di terremoto politico-istituzionale si inserisce la lettera «segreta» spedita il 5 agosto 2011 al governo italiano da Jean-Claude Trichet, allora presidente della BCE e da Mario Draghi governatore della Banca d’Italia, suo successore alla BCE dal 1°novembre 2011.
Le due istituzioni bancarie dettarono segretamente al governo il programma socio-politico-economico, esattamente opposto ai risultati referendari.
Il programma prevedeva, attraverso le riforme strutturali per rimanere nei parametri di Maastricht, la privatizzazione dei servizi pubblici e finanziamenti alle imprese private, l’affossamento della contrattazione salariale collettiva a favore di quella aziendale, la riforma delle norme sull’assunzione ed il licenziamento (che nel 2012 si trasformò nell’abolizione dell’art. 18), mobilità e flessibilità del mercato del lavoro.
Al fine della sostenibilità delle finanze pubbliche, inoltre dava indicazioni di accelerare i tempi per giungere al pareggio di bilancio, ovviamente attraverso i tagli di spesa, allungando l’età pensionabile ed equiparando l’età pensionabile delle donne del settore privato a quello pubblico “ottenendo dei risparmi già nel 2012”. Inoltre riduceva i costi del pubblico impiego bloccando il turnover e riducendo gli stipendi, tutto ciò da realizzare entro il settembre successivo.
Quindi tagli alla sanità, alle università, alla ricerca pubblica e a tutto il sistema dell’insegnamento; riduzione delle spese nel settore della giustizia, tagli su tutti i servizi pubblici eccetto l’industria bellica, tanto che l’Italia è il secondo produttore mondiale nel settore delle armi leggere nonché dei sistemi di puntamento e tecnologia correlata.
10 anni, brutto compleanno referendum: Ancora Draghi !
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Domenica, 13 Giugno 2021 09:13
11 e 12 giugno 2011 : Dopo una mobilitazione nazionale durata 11 anni, il movimento sull’Acqua Bene Comune, nato dal primo Social Forum Europeo a Firenze e sviluppato su tutto il territorio, ha portato 27 milioni di italiani a votare SI all’abrogazione del articolo 23 bis del D.L. 112/2008, che obbligava gli enti locali alla privatizzazione di tutti servizi pubblici, promosso dall’allora governo Berlusconi.
Cosa auspicata anche dal precedente governo Prodi, il quale già da quando presiedeva la Commissione Europea, nel 1999-2004, evidenziava che il 70% del PIL europeo era prodotto dalla spesa pubblica e che toccava trasferire una parte di questo PIL verso le aziende private.
L’impatto di questa gigantesca vittoriosa mobilitazione popolare (dove tutti i partiti sono stati lasciati al rango di meri sostenitori, perché coinvolti nella spartizione della torta dei servizi pubblici attraverso sistemi clientelari) doveva bloccare le politiche di privatizzazione dei servizi pubblici.
In questo contesto di terremoto politico-istituzionale si inserisce la lettera «segreta» spedita il 5 agosto 2011 al governo italiano da Jean-Claude Trichet, allora presidente della BCE e da Mario Draghi governatore della Banca d’Italia, suo successore alla BCE dal 1°novembre 2011.
Le due istituzioni bancarie dettarono segretamente al governo il programma socio-politico-economico, esattamente opposto ai risultati referendari.
Il programma prevedeva, attraverso le riforme strutturali per rimanere nei parametri di Maastricht, la privatizzazione dei servizi pubblici e finanziamenti alle imprese private, l’affossamento della contrattazione salariale collettiva a favore di quella aziendale, la riforma delle norme sull’assunzione ed il licenziamento (che nel 2012 si trasformò nell’abolizione dell’art. 18), mobilità e flessibilità del mercato del lavoro.
Al fine della sostenibilità delle finanze pubbliche, inoltre dava indicazioni di accelerare i tempi per giungere al pareggio di bilancio, ovviamente attraverso i tagli di spesa, allungando l’età pensionabile ed equiparando l’età pensionabile delle donne del settore privato a quello pubblico “ottenendo dei risparmi già nel 2012”. Inoltre riduceva i costi del pubblico impiego bloccando il turnover e riducendo gli stipendi, tutto ciò da realizzare entro il settembre successivo.
Quindi tagli alla sanità, alle università, alla ricerca pubblica e a tutto il sistema dell’insegnamento; riduzione delle spese nel settore della giustizia, tagli su tutti i servizi pubblici eccetto l’industria bellica, tanto che l’Italia è il secondo produttore mondiale nel settore delle armi leggere nonché dei sistemi di puntamento e tecnologia correlata.
Il futuro dell’acqua non è in Borsa
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Mercoledì, 17 Marzo 2021 17:46

Il futuro dell’acqua non è in Borsa
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Mercoledì, 17 Marzo 2021 17:46

12 e 13 giugno 2011: vincono i si al referendum! sono passati 9 anni o 9 secoli?
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Domenica, 14 Giugno 2020 18:32
12 e 13 guigno 2011. Ventisette milioni di italiani abrogano con il referendum l’articolo 23 bis del decreto legge n. 112 del 2008 che obbligava alla privatizzazione dei servizi pubblici, tra cui anche la gestione dell’acqua.
Un atto di democrazia diretta che viene affossato subito dopo dal governo tecnico del Prof. Monti, tramite l’affidamento della regolamentazione del SII (Servizio Idrico Integrato) all’ARERA (Autorità di regolazione di mercato) che adotta un sistema tariffario tale da rendere strutturali i margini di convenienza o comunque di tutela per il gestore privato e facendo fare così un grosso balzo in avanti alle politiche neoliberiste in Italia, contro la volontà popolare.
A giugno 2020, grazie all’emergenza COVID-19, lo stato di diritto viene abolito del tutto.
I più semplici diritti costituzionali sono affossati: l’istruzione, la giustizia, la salute (tranne le terapie intensive per il COVID-19), blocco della libera circolazione delle persone, dell’economia e, naturalmente, crollo del diritto al lavoro.
Dopo il blocco inizia la fase 2, che riguarda soprattutto le misure per la riapertura delle attività economiche e commerciali, decise dopo lunghe trattative con Confindustria, mentre l’attuazione del piano pandemico rimane sulla carta, così come l’esercizio dei diritti costituzionali, compresa la libera circolazione delle persone che arriverà solo a giugno per il territorio nazionale.
12 e 13 giugno 2011: vincono i si al referendum! sono passati 9 anni o 9 secoli?
- Category: Focus per Paese e Città
- Creato il Domenica, 14 Giugno 2020 18:32
12 e 13 guigno 2011. Ventisette milioni di italiani abrogano con il referendum l’articolo 23 bis del decreto legge n. 112 del 2008 che obbligava alla privatizzazione dei servizi pubblici, tra cui anche la gestione dell’acqua.
Un atto di democrazia diretta che viene affossato subito dopo dal governo tecnico del Prof. Monti, tramite l’affidamento della regolamentazione del SII (Servizio Idrico Integrato) all’ARERA (Autorità di regolazione di mercato) che adotta un sistema tariffario tale da rendere strutturali i margini di convenienza o comunque di tutela per il gestore privato e facendo fare così un grosso balzo in avanti alle politiche neoliberiste in Italia, contro la volontà popolare.
A giugno 2020, grazie all’emergenza COVID-19, lo stato di diritto viene abolito del tutto.
I più semplici diritti costituzionali sono affossati: l’istruzione, la giustizia, la salute (tranne le terapie intensive per il COVID-19), blocco della libera circolazione delle persone, dell’economia e, naturalmente, crollo del diritto al lavoro.
Dopo il blocco inizia la fase 2, che riguarda soprattutto le misure per la riapertura delle attività economiche e commerciali, decise dopo lunghe trattative con Confindustria, mentre l’attuazione del piano pandemico rimane sulla carta, così come l’esercizio dei diritti costituzionali, compresa la libera circolazione delle persone che arriverà solo a giugno per il territorio nazionale.


