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A Parigi, il naufragio dei contatori d'acqua

Category: Notizie locali
Creato il Martedì, 19 Marzo 2019 00:35

Traduzione italiana da parte del Coordinamento Campano Acqua Pubblica con il Comitato Umbro Acqua Pubblica di un articolo nel blog "Carnets d'eau" di Le Monde diplomatique.

Sotto le spoglie di un importante progresso tecnologico, a metà degli anni 2000 Veolia e Suez installarono un sistema di lettura a distanza sui 90.000 contatori del servizio idrico di Parigi. Questa innovazione si è trasformata in un incubo per il consiglio comunale della capitale. Il caso, già costato 50 milioni di euro agli abitanti della capitale, è un chiaro riflesso dell'influenza insidiosa delle multinazionali dell'acqua francesi sulle politiche pubbliche dei servizi essenziali.

Negli anni del Barone Haussmann e dell'ingegnere Eugène Belgrand la distribuzione dell'acqua a Parigi era garantita da un azienda comunale (régie municipale). Solo la fatturazione dei consumi era affidata alla Société Générale des Eaux, creata con decreto Napoleonico nel 1853, in conseguenza di un sottile compromesso strappato dalla dura lotta dei liberali del tempo, incarnati dall’immagine di Guizot del "Diventare ricchi…".

Quando Jacques Chirac conquista la città di Parigi nel 1985, il suo amico e vecchio complice Jérôme Monod, Presidente della Lyonnaise des Eaux e co-fondatore del partito politico Rassemblement pour la République (RPR), di cui sarà per lungo tempo segretario generale, sente che è arrivato il suo tempo. La Société Générale des Eaux è oggi meglio conosciuta sotto il nome di Veolia, la Lyonnaise des Eaux sotto quello di Suez.

Due anni dopo il "grand Jacques" affidò la distribuzione dell'acqua della riva destra (della Senna) alla Société Générale des Eaux e della riva sinistra alla Lyonnaise des Eaux. La montatura inventata per l'operazione è quanto mai bizzarra. Il Comune crea una società semipubblica (SEM), SAGEP, di cui detiene il 70 % del capitale, il resto è ripartito in parti uguali, con il 14 % per ciascuna delle due filiali dei due gruppi. Ed è la SAGEP che stipula con Société Générale des Eaux e Lyonnaise des Eaux i due contratti per la distribuzione dell'acqua, generando così innumerevoli conflitti di interessi.

Il lungo cammino verso la partecipazione del pubblico nella gestione dell’acqua a Montpellier

Category: Focus per Paese e Città
Creato il Martedì, 03 Ottobre 2017 19:49

A maggio 2014, dopo 25 anni di gestione privata da parte di Veolia, la metropoli di Montpellier ha deciso di ritornare a una gestione pubblica del proprio servizio di produzione e distribuzione di acqua potabile.

Un contesto politico molto particolare ha consentito al collettivo guidato dall’associazione Eau Secours 34 di esercitare forti, decisive pressioni sulle autorità locali per ritornare non solo ad una gestione pubblica dell’acqua, ma anche ad una governance più trasparente e democratica del servizio, con una reale partecipazione degli utenti.

In particolare, è stato richiesto che il servizio sia gestito da un ente pubblico con una rappresentanza degli utenti nel proprio consiglio di amministrazione e con la creazione di una commissione metropolitana chiamata « Observatoire de l'eau » (Osservatorio dell’acqua), costituita da tutte le parti interessate, utenti inclusi. Entrambe le richieste sono state accettate.

Super sfruttamento dell’acqua nel sud-ovest dei Vosgi da parte di Nestlé e Caseificio Ermitage

Category: Focus per Paese e Città
Creato il Lunedì, 08 Agosto 2016 12:34

Una catastrofe ecologica annunciata, conflitti d’interesse evidenti che coinvolgono Nestlé

Le due società agro-alimentari, che consumano il 50% delle risorse idriche, sono all’origine di un cronico deficit di circa 1,3 milioni di metri cubi d’acqua all’anno da almeno 30 anni.

Tre associazioni ambientaliste che fanno parte della Commissione Locale dell’Acqua, denunciano le soluzioni proposte da tale Commissione: risparmio idrico delle famiglie, nulla per le imprese, e massicci trasporti d’acqua da 30 a 50 km (progetto affidato al Gruppo Suez). In quest’epoca di riscaldamento climatico nessun intervento è stato attuato sull’impatto ambientale e il Consiglio del Dipartimento dei Vosgi ha stanziato solo nel marzo 2016 il finanziamento per un primo lotto di lavori.

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