L’European Water Movement condanna l’assedio di Gaza e chiede con urgenza il rispetto dei Diritti umani e della Legge internazionale

L’European Water Movement (EWM – Movimento Europeo per l’Acqua) condanna con forza l’assedio in corso e la sottrazione di acqua e di altri beni di prima necessità nei confronti della popolazione di Gaza da parte del governo di Israele. Facciamo appello a tutte le parti in causa affinché rispettino nelle loro azioni i diritti umani e la legge internazionale.

Da lungo tempo la popolazione di Gaza deve sopportare tremende privazioni, tra cui il limitato accesso ad acqua potabile sicura e pulita ed ai servizi sanitari e la mancanza di una adeguata assistenza sanitaria. Queste condizioni non sono solo disumane ma costituiscono anche una violazione di diritti umani fondamentali. Le già terribili conseguenze umanitarie causate dal prolungato assedio di Gaza in corso da 16 anni si sono rapidamente deteriorate a partire da lunedì 9 ottobre 2023, allorché Israele ha interrotto il flusso di beni essenziali, tra cui acqua pulita e forniture mediche, ed ha intensificato i bombardamenti aerei nel corso della settimana. Ora che il combustibile necessario per mantenere in esercizio l’infrastruttura idrica si sta esaurendo, l’Agenzia ONU per I Rifugiati Palestinesi avverte che due milioni di persone sono a rischio imminente.

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La popolazione civile curda di Aleppo minacciata di massacro e sfollamento

I quartieri curdi di Sheikh Maqsoud (Şêx Meqsûd) e Ashrafiye (Eşrefiye) in Aleppo hanno subito negli ultimi giorni pesanti bombardamenti. Le milizie islamiche appoggiate dalla Turchia, operanti con divisa dell’esercito siriano, hanno assediato queste due aree densamente popolate, prendendo di mira quartieri civili, ospedali, scuole ed infrastrutture. Civili, inclusi bambini, vengono uccisi e decine di migliaia di residenti vengono sfollati a forza.

I gruppi che partecipano all'attacco – Sultan Murad, Suleiman Shah (Amshat), Hamzat, e le brigate Nureddin Zengi – sono le stesse fazioni che in precedenza hanno effettuato pulizia etnica, sequestri, tortura e sfollamenti forzati della popolazione curda nelle regioni occupate dalla Turchia di Afrin, Serêkaniyê e Girê Spî. Oggi, quale risultato di queste politiche, la popolazione curda in Serêkaniyê è calata dall’85% a meno dell’1%.

Circa 400.000 civili curdi vivono in questi due quartieri sotto bombardamento. La maggior parte di loro sono sfollati interni che sono precedentemente fuggiti dalla violenza islamica appoggiata dalla Turchia e che hanno trovato rifugio in Aleppo. Ora questa popolazione è nuovamente presa di mira dalle stesse forze.

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR - Syrian Observatory for Human Rights) ha confermato che le forze che stanno attaccando queste aree sono le stesse che hanno attaccato i curdi in Afrin. Con l’impiego di carri armati, armi pesanti e droni armati forniti dalla Turchia, questa operazione mira all’eliminazione forzata della popolazione curda da Aleppo.

Questo attacco militare costituisce anche una catastrofe ecologica. I bombardamenti stanno distruggendo in Aleppo la rete idrica, il sistema fognario, le catene di fornitura alimentare e le aree agricole. Decine di migliaia di persone vengono private di accesso ad acqua pulita, cibo, elettricità e cure sanitarie. Questa situazione configura un collasso ambientale al rallentatore ed una crisi umanitaria di massa per la comunità curda. 

Più di 46.000 persone sono state già sfollate. Gli aeroporti sono chiusi, non sono disponibili strade sicure e i civili rimangono intrappolati nelle aree di conflitto.

La Croce Rossa Curda (Kurdish Red Crescent - Heyva Sor a Kurd) ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale per aprire corridoi umanitari e proteggere la popolazione civile.

Rispondiamo con forza a questo appello e chiediamo alle Nazioni Unite (OCHA, UNHCR, UNICEF), alla Federazione ed alle Società della Croce Rossa Internazionale e del Medio Oriente (International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies), all’Unione Europea ed ai suoi Stati Membri, ad Amnesty International, all’Osservatorio per i Diritti Umani (Human Rights Watch) e a tutti gli organismi umanitari operanti in Siria affinché intervengano immediatamente.

In tale contesto chiediamo: 

1- L’istituzione di corridoi umanitari, sotto la supervisione dell’ONU, per Sheikh Maqsoud ed Ashrafiye.

2- L’immediata attivazione di meccanismi di protezione internazionale per la popolazione civile.

3- La cessazione degli attacchi da parte dei gruppi armati appoggiati dalla Turchia e l’allontanamento delle armi pesanti.

4- La consegna urgente di aiuti umanitari - acqua, cibo, assistenza sanitaria e rifugio - per le popolazioni colpite. 

Quanto sta avvenendo in Aleppo non è solo un conflitto militare, ma un tentativo sistematico di annichilire un popolo, disperderlo e distruggere il loro ambiente vitale. Il silenzio della comunità internazionale equivale a complicità con questi crimini.

Estendiamo pertanto l’appello a tutti i difensori della vita, alle organizzazioni ecologiche ed ai movimenti: siamo solidali con i quartieri che stanno difendendo il loro autogoverno, la libertà e gli spazi di vita contro l’aggressione genocida ed il silenzio internazionale.

Il tempo stringe. Le vite dei civili, gli habitat ecologici e l’esistenza stessa della comunità sono sotto minaccia di estinzione.

TEV-EKO — Movimento Ecologico Europeo per il Kurdistan

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La Dichiarazione di Popayán

La Piattaforma per i patti pubblici e comunitari delle Americhe (PAPC) ha sostenuto l’incontro “Orizzonti della gestione dell'acqua pubblica e comunitaria del 25, 26, 27 settembre 2023 nella città di Popayán, Cauca, Colombia, per condividere conoscenze ed esperienze e permetterci di farlo rinnovare la nostra comprensione delle nuove e vecchie strategie di esproprio e privatizzazione dell’acqua e di confrontarci ed organizzarci per combatterli.

Si sono incontrate persone, organizzazioni e movimenti provenienti dalle Americhe, dall'Europa, dall'Africa e dall'Asia. Tre giorni nella capitale del Dipartimento del Cauca, rendendo omaggio a questo Territorio che risiede alla confluenza di secoli di lotte dei popoli indigeni, dei neri e dei contadini comunità in difesa della terra, delle culture e dell’acqua. Ma ci dispiace constatare che alcuni de* nostr* compagn* provenienti dall’Africa e dall’Asia non hanno potuto essere qui a causa dell’ingiustizia e del razzismo che caratterizza la mobilità internazionale attraverso la concessione arbitraria e iniqua di visti e permessi di viaggio. Deploriamo le barriere all'ingresso in Colombia per i nostri compagn* del Sud del mondo che dimostrano che la mobilità internazionale è controllata da fattori razzisti e coloniali che limitano le possibilità di solidarietà faccia a faccia tra i popoli precedentemente colonizzati. Insistereremo sull'abbattimento delle barriere, sull'incontro e sul rafforzamento degli scambi tra i paesi popoli del Sud.

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Stop ai bombardamenti turchi sulla diga di Tişrin nell’amministrazione autonoma del Nord-Est della Siria

12 gennaio 2025

Dichiarazione del Movimento Ecologico Europeo per il Kurdistan (Tev-Eko)

L’Amministrazione autonoma del Nord-Est della Siria, che comprende le zone popolate dai Curdi del Rojava, ha dichiarato che la diga di Tişrin sul fiume Eufrate è sul punto di collassare a causa degli intensi attacchi condotti dall’esercito turco e dai gruppi terroristi jihadisti ad esso affiliati. Al riguardo l’Amministrazione ha evidenziato come la distruzione di questa imponente riserva d’acqua nella propria regione, con una capacità di 1,9 miliardi di metri cubi, minaccia la vita biologica per un lungo tratto della valle dell’Eufrate che è ecologicamente il territorio più diversificato di questa regione. Ha fatto appello alla comunità internazionale affinché dia prova di solidarietà prima che questa più devastante distruzione abbia luogo.

Da diversi anni lo Stato turco ed i gruppi jihadisti ad esso affiliati distruggono con operazioni militari silos per cereali, infrastrutture elettriche ed idriche, ed aree residenziali civili appartenenti all’Amministrazione autonoma del Nord-Est della Siria. Gli attacchi alle infrastrutture alimentari, idriche ed elettriche creano una devastazione che impatterà in ugual misura sulle generazioni future. A fronte di un Medio Oriente a rischio di grave siccità, questi attacchi contro le risorse idriche e le infrastrutture non colpiscono solo la popolazione dell’Amministrazione autonoma ma anche tutti gli esseri viventi della regione.

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Come i Pfas hanno contaminato l’Italia

Cosa sono i Pfas e come il Po è diventato il fiume più contaminato d’Europa. I rischi per l’ambiente e la salute, e le possibili soluzioni.

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