L’acqua in Mesopotamia e’ sotto attacco


 

Dichiarazione del 1° Mesopotamian Water Forum
Università di Sulaimani,
Sulaymaniyah, Kurdistan Iracheno, 6-8 aprile 2019

Estrazione in eccesso di acqua; prosciugamento di paludi e terre umide; deforestazione; i troppi progetti di irrigazione, terreni scarsamente drenati; deflusso di pesticidi e fertilizzanti; contaminazione da scarichi sia industriali che domestici non adeguatamente trattati o spesso del tutto non trattati; costruzioni sparse per tutto il territorio di grandi dighe e di piccole dighe a cascata; crescente sfruttamento degli acquiferi sotterranei; canalizzazione dei flussi d’acqua; sistemi di captazione per il trasferimento di acque da una zona all’altra; nonché gli effetti devastanti del cambiamento climatico indotto dai combustibili fossili, hanno in vario modo spezzato i cicli idrologici e creato condizioni di grave penuria a livello locale e regionale. Per gli esseri umani e per tutti gli esseri viventi, queste situazioni di scarsità sono state esacerbate da politiche mirate alla mercificazione e/o politicizzazione dell’acqua, negando in tal modo l’accesso al bene comune dell’acqua.

Prese separatamente, ciascuna di queste aggressioni sarebbe già di per sé motivo di grave preoccupazione. Prese tutte assieme, pongono una minaccia alla sopravvivenza collettiva degli esseri umani così come degli altri esseri viventi. La difesa dell’acqua e del diritto di accesso all’acqua per tutte le forme di vita è oggi, in Mesopotamia, un dovere civico cruciale: senza acqua non ci può essere vita.

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Appello del Movimento Europeo per l'Acqua per le elezioni europee

Il Movimento Europeo per l’Acqua è una rete aperta, partecipativa e pluralista di movimenti sociali, organizzazioni, comitati e sindacati il cui obiettivo è di rinforzare il riconoscimento dell’acqua come bene comune e l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari come diritto umano. Siamo uniti nella lotta contro la privatizzazione e la mercificazione di questa risorsa vitale, come anche nella promozione e messa in atto di una gestione pubblica e collettiva dei servizi idrici e igienico-sanitari, basata sulla partecipazione democratica dei cittadini e dei lavoratori.

Dalla sua Fondazione nel 2012 i membri del Movimento Europeo per l’Acqua hanno rivestito un ruolo importante e si sono impegnati a molti livelli per lottare per la giustizia idrica, e per il riconoscimento e l’implementazione del diritto umano all’acqua al livello dell’Unione Europea, nazionale e locale.

In nostri membri sono basati in : Portogallo, Spagna, Francia, Irlanda, Belgio, Italia, Germania, Grecia e organizzazioni serbe e bosniache si sono recentemente unite a noi.

Le elezioni europee a Maggio 2019 sono un momento cruciale per il Movimento Europeo per l’Acqua per contattare i candidati: vi chiediamo di prendere posizione in sostegno del diritto umano all’acqua, di aderire ai nostri valori e promuovere politiche che riconoscano l’acqua come bene comune.

DIRITTO UMANO ALL’ACQUA

A sette anni dal successo della prima Iniziativa Cittadina Europa in assoluto, in cui il Movimento Europeo per l’Acqua ha rivestito un ruolo importante, stiamo ancora aspettando una reale implementazione del diritto umano all’acqua nell’Unione Europea e negli stati membri. Si tratta di un argomento fondamentale per il Movimento Europeo per l’Acqua e i suoi membri, vi chiediamo di impegnarvi a sostenerlo.

Chiediamo anche che tutte la legislazione europea relative all’acqua menzioni esplicitamente il riconoscimento del diritto umano all’acqua e l’acqua come bene comune.

Il mancato riconoscimento del diritto umano all’acqua si riflette in numerose politiche a livello dell’Unione Europa, nelle quali il sostegno degli Europarlamentari è cruciale.

-- DIRETTIVA SULL’ACQUA POTABILE

La revisione della Direttiva sull’Acqua Potabile votata dal Parlamento Europeo non include né riconosce il diritto umano all’acqua, laddove la Commissione Europea sosteneva che questo fosse uno degli obiettivi della revisione. Chiediamo ai Parlamentari Europei di cassare il testo attuale e di riformulare una proposta più ambiziosa che rinforzi all’articolo 13 della bozza proposta dalla Commissione Europea. Inoltre chiediamo un approccio più efficace rispetto alle sostanze chimiche (quali PfA e PfO) e alle microplastiche.

-- DIRETTIVA QUADRO SULL’ACQUA

L’acqua pulita è fondamentale per la vita e richiede la protezione delle risorse idriche. La direttiva quadro sull’acqua, strumento legislativo cruciale per la protezione dell’acqua, deve avere continuità dopo il 2027. Il “finess check” che avrà luogo a breve deve includere una concretizzazione del divieto di deterioramento delle risorse idriche e un rafforzamento di meccanismi efficaci per metterlo in atto.

Inoltre, il paragrafo 1 deve essere rafforzato, in linea con la richiesta espressa da milioni di cittadini in occasione dell’Iniziativa Cittadina Europea Right2Water: la distribuzione dell’acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non deve essere sottoposta alle ‘regole del mercato interno’.

-- ACQUA E ACCORDI COMMERCIALI E D’INVESTIMENTO

I servizi idrici e igienico-sanitari sono definiti come servizi essenziali per tutti dal principio 20 del pilastro europeo dei diritti sociali; di conseguenza devono essere esplicitamente esclusi dalle regole e dagli accordi commerciali e d’investimento (come il CETA e il JEFTA). Questa esclusione è tuttora assente, nonostante le richieste del Parlamento Europeo, incluso attraverso la richiesta di una clausola sugli “ standard d’oro” per i servizi pubblici. Il controllo del Parlamento è cruciale durante la negoziazione e implementazione degli accordi commerciali. Il principio di precauzione è anch’esso di importanza fondamentale nel contesto degli accordi commerciali. Vi esortiamo ad assicurare che la democrazia sia protetta e che servizi essenziali come l’acqua e i servizi igienico-sanitari sia esclusi da qualunque accordo commerciale! 

BENI COMUNI IN EUROPA

Il dibattito sui beni comuni cresce in importanza al livello europeo; si tratta di beni comuni culturali e digitali, sociali, urbani e naturali (come terre comuni e ovviamente l’acqua). L’ottava legislatura del Parlamento Europe ha visto la creazione di un intergruppo sui beni comuni in Europa. I beni comuni sono intrinsecamente connessi ai diritti umani e offrono una rilevante ed efficace via d’uscita dalla crisi economica e sociale, dando una nuova forma alle nostre società e economie. Ribadiamo la necessità che il Parlamento Europeo continui a lavorare su e per i beni comuni.

PROPRIETA’ PUBBLICA

Le rimunicipalizzazioni e i partenariati pubblico-pubblico con la partecipazione attiva dei cittadini hanno ampiamente provato la loro efficacia. Essi rappresentano la migliore opzione per una politica europea dell’acqua e per una reale e efficace democrazia e trasparenza. Ci sono state rimunicipalizzazioni in grandi città, come Parigi, Berlino, Budapest, Torino e Napoli; in città di media grandezza, come Terrassa, Valladolid, Montpellier e Rostok, e in città piccole come Medina Sidona e Arenys de Munt. La remunicipalizzazione è inseparabile dalle lotte contro le privatizzazioni, come si è visto, fra gli altri, in Portogallo e Grecia. Vi chiediamo di sostenere proposte legislative che mirino allo sviluppo dei partenariati pubblico-pubblico e che incoraggino la rimunicipallizazione dei servizi idrici e igienico-sanitari in Europa! 

Votazione sulla Jefta nel Parlamento europeo

Gentile Europarlamentare

I negoziati sul Trattato di Libero Commercio tra la UE ed il Giappone furono avviati nel marzo 2013 (JEFTA_EU-Japan Free Trade Agreement). Su questo Trattato, tra il 10 ed il 13 dicembre pp.vv., è previsto il voto in plenaria del Parlamento Europeo.

Il JEFTA è il maggiore accordo commerciale mai concluso da parte dell'Unione Europea, con un paese il cui PIL è tre volte quello del Canada – partner del precedente trattato, il CETA, che, secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea, è stato preso a modello per il JEFTA.

Mentre il CETA ha incluso alcune esenzioni tanto per le risorse idriche quanto per la gestione dell'acqua pubblica e delle acque reflue, le clausole del JEFTA addirittura non ne prevedono. In aggiunta, una considerevole quantità di poteri verrà trasferita dal Parlamento Europeo a comitati assolutamente privi di trasparenza.

A differenza del CETA (Art. 1.9), nel JEFTA non c'è nessun articolo sui “diritti e gli obblighi riguardanti l'acqua”. Il suddetto articolo del CETA, sebbene in maniera insufficiente, esclude che l'acqua “nel suo stato naturale” diventi una merce e, sebbene sempre in maniera insufficiente, preserva i diritti delle autorità pubbliche a decidere in maniera indipendente come allocare le risorse idriche.

A fronte delle esenzioni del CETA sull'acqua, alcuni stati membri hanno insistito per includere nello Strumento Interpretativo Congiunto del CETA – legalmente non vincolante (No. 11, p. 8) – chiarimenti al riguardo. In special modo il resoconto della dichiarazione della Slovenia al Consiglio mette in luce le carenze del CETA e sottolinea il diritto della Slovenia a limitare o cancellare i diritti di concessione sull'acqua (No. 23, p. 18). Tutto ciò è assente nel Trattato JEFTA.

Vi rammentiamo che l'acqua è essenziale per la vita. In un'epoca nella quale la scarsità di acqua sta diventando un fenomeno di proporzioni mondiali, dobbiamo considerare chiunque approvi il JEFTA come un soggetto dal comportamento assolutamente irresponsabile.

Inoltre il JEFTA non prevede in ambito settoriale di escludere i servizi sulle acque reflue dagli obblighi sull'accesso al mercato, rendendo questo rilevante servizio soggetto solo ad un a clausola orizzontale (clausola sui servizi pubblici) che non è stata definita per la sua applicazione nelle liste negative sui servizi. Diversi esperti hanno sottolineato l'estrema incertezza interpretativa a livello legale di questa clausola, così come, più in generale, la gran quantità di termini indefiniti in tutto il Trattato. Ora, nel JEFTA, questa incertezza interpretativa raggiunge un livello allarmante dal momento che il preminente comitato interno del JEFTA, il “Joint Commettee”, è autorizzato ad adottare interpretazioni a livello legale delle clausole del Trattato (Art. 22.1 para 5, p. 548). Ciò permetto uno sviluppo del JEFTA a livello legale del tutto indipendente – perfino contro la volontà dello stesso Parlamento Europeo (Art. 218 para. 9, TFEU)! Questo tema non riguarda solo l'acqua ma anche qualsiasi aspetto trattato nel JEFTA.

Deve risultare ovvio e chiaro ad ogni membro del Parlamento che qualunque consenso al JEFTA equivarrebbe a consegnare da parte del Parlamento Europeo ampi poteri istituzionalmente riconosciuti nelle mani di un comitato JEFTA assolutamente privo di trasparenza! Il vostro mandato non permette un tale trasferimento!

Inoltre, il Trattato JEFTA include una lista negativa per i servizi. Nel corso dei negoziati per il CETA, il Parlamento Europeo ha messo in chiaro che l'accettazione di una lista negativa in un trattato commerciale sarebbe stata un caso unico del tutto eccezionale, vedi No. 5, risoluzione P7_TA(2011)0257 dell'8 giugno 2011. Ebbene il JEFTA sarebbe il primo trattato ad includere di nuovo una lista negativa. Se il Parlamento intende essere preso sul serio, deve attenersi alle sue stesse risoluzioni e respingere l'adozione nel JEFTA di una lista negativa.

Riguardo a tutto ciò, facciamo fortemente appello a tutti i Membri del Parlamento Europeo affinché votino contro il JEFTA nella prossima plenaria. È in gioco il futuro della nostra acqua così come la nostra democrazia parlamentare.

Distinti saluti

Il Movimento Europeo per l'Acqua è una rete aperta, inclusiva e pluralista il cui fine è quello di rafforzare il riconoscimento dell'acqua come bene comune e come diritto fondamentale universale. Ha membri in 11 paesi europei.

hello (at) europeanwater.org

Indáqua acquistata da un fondo d’investimento

Traduzione in italiano di un comunicato stampa di STAL (Sindicato Nacional dos Trabalhadores da Administração Local e Regional, Empresas Públicas, Concessionárias e Afins).

Lisbona, 1° febbraio 2019

STAL denuncia la mercificazione dell’acqua pubblica

Nel 2016, il gruppo portoghese Mota-Engil, azionista maggioritario di Indáqua – l’altro azionista era il gruppo tedesco Talanx – ha venduto il suo pacchetto azionario al gruppo israeliano Miya per 60 milioni di euro.

Due anni dopo, Indáqua, che in Portogallo è uno dei maggiori concessionari privati di servizi di approvvigionamento idrico e di depurazione, è diventata oggetto di una nuova transazione finanziaria: questa volta è stata acquistata dal Fondo Internazionale d’Investimenti Bridgepoint per una cifra rimasta segreta.

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Dichiarazione del Movimento europeo per l'acqua dopo il FAMA di Brasilia

La scorsa settimana (17-22 marzo 2018) una delegazione di circa 20 membri del Movimento Europeo dell'Acqua, ha partecipato al Forum Mondiale Alternativo sull'Acqua (FAMA, Foro Alternativo Mundial da Agua) a Brasilia: l'alternativa concreta al World Water Forum, organizzato dal World Water Council, che rappresenta la voce delle multinazionali e della Banca Mondiale.

Movimenti sociali, sindacati, comunità locali, gruppi femministi e popoli indigeni si sono riuniti per combattere le multinazionali che vogliono trasformare l'acqua in una merce e promuovere la finanziarizzazione dei sistemi idrici e degli ecosistemi, privatizzando le risorse e mercificando un diritto umano.

Il FAMA è stato un evento caldo e pieno di speranza, che ha riunito 7000 attivisti provenienti da diversi luoghi e facilitato lo scambio di sfide, esperienze e soluzioni. Ancora una volta è stata confermata l'importanza di approfondire e rafforzare le posizioni e le connessioni tra movimenti sociali, sindacati, popolazioni indigene e comunità locali. È emerso inoltre quanto sia cruciale concentrarsi sulle lotte delle donne contro la privatizzazione della natura e il patriarcato.

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