I sindacati e la società civile accolgono con favore l'introduzione del diritto umano all'acqua nella Costituzione della Slovenia

Bruxelles, 18 novembre 2016

L'Assemblea Nazionale della Slovenia ha votato ieri sera un emendamento alla Costituzione per includere un nuovo articolo che riconosce il diritto umano all'acqua. L'emendamento definisce le fonti d'acqua come bene pubblico gestito dallo Stato, che non può essere trattata come una merce. Secondo il nuovo testo, l'acqua potabile deve essere fornita dal settore pubblico non a scopo di lucro. Si tratta di un grande successo per gli attivisti sloveni ed i cittadini. 

"I cittadini di tutta l'UE e l'Europa si sono mobilitati con successo per avere il diritto all'acqua e ai servizi igienici riconosciuto come un diritto umano - come deciso dalle Nazioni Unite -. E per avere riconosciuto questo diritto anche nella legislazione UE. La Commissione europea continua ad ignorare che quasi due milioni di firme raccolte hanno sancito il primo successo dell'Iniziativa dei Cittadini Europei. Il Commissario Vella dovrebbe ascoltare i cittadini e seguire l'esempio sloveno il più presto possibile", ha dichiarato Jan Willem Goudriaan, EPSU Segretario Generale.

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La Giornata mondiale delle zone umide: Il Movimento Europeo per l’Acqua invita a difendere il Delta dell'Ebro

Bruxelles, 2 febbraio 2016

L'EBRO

L’Ebro è il terzo fiume più lungo del Mediterraneo, dopo il Rodano e il Nilo. Il suo corso attraversa nove comunità autonome in Spagna prima di sfociare nel Mar Mediterraneo, dove forma il Delta dell'Ebro (Catalogna).

Il Delta è una delle più vaste zone umide costiere rimanenti in Europa. Questa zona di delta di quasi 8000 Ha è stata dichiarata Parco Nazionale ed è stata riconosciuta come sito d’importanza internazionale dalla Convenzione di Ramsar sulle zone umide, come zona di protezione speciale per gli uccelli (SPAB - 79/409 / CEE), come area d’interesse comunitario (CIA - 85/337/CEE) e come Riserva della Biosfera UNESCO.

IL PROBLEMA

L’intenso consumo di acqua in tutto il bacino dell'Ebro sottopone il fiume a forti pressioni e nuoce alla sua funzionalità ecologica. In particolare, il Delta, la sezione più vulnerabile del fiume, subisce una drastica riduzione dei flussi di acqua e apporto di sedimenti. Questo porta al cedimento di tutta l’area del delta, che ora si abbassa ad una velocità di 0,3 cm l'anno. Le previsioni sul cambiamento climatico dimostrano con certezza come questo fenomeno, insieme all'aumento del livello del mare, condurrà alla scomparsa dell’80% del territorio nel corso del prossimo secolo. 

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Il Parlamento europeo vota per il diritto all'acqua in Europa!

Bruxelles, 8 Settembre 2015.

Il voto di oggi è una Vittoria per la democrazia, la società civile e per ciascuno dei quasi due milioni di cittadini che hanno firmato l’Iniziativa Cittadina Europea sul Diritto all’Acqua.

Il rapporto sul seguito dell’Iniziativa Cittadina Europea Right2Water, sostenuto oggi al Parlamento Europeo dalla maggioranza dei parlamentari, è stato approvato senza cambiamenti rilevanti nonostante una contromozione presentanta dal gruppo del PPE e dei Conservatori e Riformisti.

La posizione del Parlamento Europeo sul diritto all’acqua è chiara !

La Commissione è chiamata a implementare il diritto all’acqua in Europa attraverso strumenti legislativi efficaci che rendano il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici sanitari una realtà.

L’acqua è riconosciuta come vitale per la vita umana e la dignità e non può essere trattata come una merce. Per questo motivo i servizi idrici devono essere esclusi dagli accordi di commercio, come il TTIP.

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Il trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada minaccia la gestione dell’acqua

Bruxelles, 30 ottobre, 2015

Durante i negoziati segreti sul trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada (CETA), La Commissione europea aveva sempre affermato che l’acqua era esclusa dal trattato e che non sarebbe stata rimessa in discussione la questione della scelta da parte delle pubbliche autorità del modo di gestione dei servizi di interesse economico generale (SIEG) connessi all’acqua (produzione e distribuzione dell’acqua potabile, fognature ecc.). La lettura del testo consolidato del CETA reso pubblico il 26 settembre 2014 dimostra che la realtà è tutt’altra.

Diritti e Doveri riguardo all’Acqua

L’articolo dal titolo « Diritti e Doveri riguardo all’Acqua » (Rights and Obligations Relating to Water) è redatto in termini giuridici elusivi e a volte contraddittori rispetto alla legislazione europea e alle legislazioni nazionali. Non c’è dubbio: l’ambiguità e i difetti giuridici di tale articolo faciliteranno in Europa e in Canada l’accaparramento dell’acqua da parte delle multinazionali. L’articolo afferma che « l’acqua al suo stato naturale […] non è una merce o un prodotto e perciò […] non è soggetta alle condizioni dell’Accordo ». Ora, la quasi totalità degli usi dell’acqua (potabile, fognatura, irrigazione agricola…) riguarda un’acqua estratta dall’ambiente naturale ed è perciò considerata un bene e un prodotto, e potrà essere trattata come una merce e pertanto soggetta alle disposizioni CETA. L’articolo prosegue: « Qualora una Parte permetta l’uso commerciale di una specifica fonte idrica, dovrà farlo in modo compatibile con il presente Accordo » ma non vengono però chiaramente definiti né « uso commerciale », né « fonte idrica specifica ». Attualmente in Europa i diritti di prelievo di acqua sono concessi dagli Stati con criteri diversi dalle regole riguardanti il commercio e l’investimento presenti nei trattati di libero scambio. Stanti queste condizioni, come considerare quest’articolo se non come uno strumento in più per andare verso la mercificazione dell’acqua?

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Dichiarazione di Daegu sul diritto umano all’acqua

Questa dichiarazione è stata sciritta dai movimenti coreani e globali per l’acqua riuniti al Forum Alternativo per l’Acqua a Daegu.

Fra il 12 e il 14 aprile la società civile coreana ha ospitato il forum alternative per l’acqua a Daegu in opposizione al settimo Forum Mondiale per l’aqua guidato dalle multinazionali, che ha avuto luogo nella medesima città. Una delle preccupazoni del sindacato coreano degli impiegati KGEU (fra i principali organizzatori dell’evento) era la presenza della multinazionale francese dell’acqua, Veolia. La KGEU sostiene infatti che la Veolia ha usato il Forum Mondiale per l’Acqua (delle multinazionali) per rinforzare i suoi interessi nella regione (più informazioni qui). La KGEU sta combattendo per mantenere l’acqua pubblica in Corea e rappresenta 140000 impiegati del settore pubblico, ma le è stato rifiutato lo statuto legale dal governo coreano.

Dichiarazione di Daegu Gyoungbuk sul diritto umano all’acqua

L’acqua è vita ed è un diritto umano.
Noi dichiariamo il nostro impegno per proteggere e realizzare forti servizi idrici pubblici per tutti!

In commemorazione del quinto anniversario della risoluzione ONU 64/992 sul diritto umano all’acqua e in celebrazione del quindicesimo anniversario della battaglia di Cochabamba contro la privatizzazione dell’acqua e le successive tappe della battaglia del movimento mondiale per l’acqua contro il forum mondiale dell’acqua delle multinazionali (Giappone 2003, Messico 2006, Turchia 2009, Francia 2012) noi qui presenti al Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua a Daegu, dichiaramo:

1. Il Forum Mondiale per l’Acqua è illeggittimo : è un evento organizzato dalle multinazionali per promuovere l’accesso al mercato per le multinazionali dell’acqua nel settore dell’acqua e dell’igiene. Questo forum da alle multinazionali un accesso privilegiato ai politici a porte chiuse e non dovrebbe essere usato per proporre politiche relative alla crisi idrica globale. Le politiche pubbliche sull’acqua andrebbero discusse democraticamente in consultazioni pubbliche e in particolare con le comunità coinvolte.

2. l’acqua è un diritto umano : Le avide pratiche orientate al profitto delle multinazionali dell’acqua minacciano il diritto umano universale all’acqua. La privatizzazione dell’acqua, nelle sue varie forme ha portato a palesi violazioni di questo diritto attraverso aumento delle tariffe, degradazione della qualità dell’acqua, inefficienza, corruzione e distruzione dell’ambiente. Il diritto umano all’acqua viene anche violato dalla distruzione dei bacini e dalla mercificazione delle risorse idriche attraverso dighe, infrastrutture, deviazione dei corsi d’acqua, industra estrattiva, frattuerazioni idrauliche e altre simili azioni dannose.

3. l’acqua è parte dei beni comuni : I servizi idrici devono essere pubblici e gestito nel riconoscimento dell’acqua come parte vitale dei beni comuni. Continueremo a lavorare insieme per fermare la privatizzazione e per rimunicipalizzare l’acqua. Chiediamo al settore pubblico – governi locali e statali – di migliorare la gestione sociale e ecologica dell’acqua e delle risorse idriche e di risolvere le dispute locali dove necessario. La gestione pubblica e comunitaria deve essere rafforzata assicurando trasparenza, responsabilità, accesso alle informazioni e partecipazione pubblica alla presa di decisioni. Sollecitiamo il governo coreano a promuovere politiche che rinforzino i servizi pubblici relativamente all’acqua e all’igiene e chiediamo la fine di tutte le negoziazioni con la multinazionale francese Veolia.

4. Chiediamo che l’Agenda Post 2015 Development riconosca l’acqua e l’igiene come un diritto umano e come parte dei beni comuni. Se l’Agenda di sviluppo  non è si poggia su una prospettiva basata sui diritti umani e i beni comuni, rischierà di facilitare la mercificazione delle risorse e la privatizzazione dei servizi.

5. Continueremo a supportare le lotte di ciascuno all’interno del movimento globale per l’acqua. Rinforzeremo  i nostri legami di solidarità nelle nostre battaglie per fermare la privatizzazione e promuovere servizi idrici pubblici di qualità al livello comunitario, nazionale e globale. Da Daegu Gyoungbuk, in Corea ci colleghiamo alle battaglie e alle vittorie contro la privatizzazione nel mondo.

4 aprile 2015
I partecipanti al Forum Alternativo dell'acqua a Daegu