Reggio Emilia verso la ripubblicizzazione dell'acqua!

Il percorso verso la ri-pubblicizzaione della gestione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Reggio Emilia, ieri ha fatto un altro importantissimo passo avanti.

Con 27 voti favorevoli e soli 3 astenuti la mozione presentata dal Comitato Acqua Bene Comune è stata approvata in Consiglio Comunale. Dopo una discussione in aula molto intensa e partecipata, durata diverse ore, la maggioranza dei consiglieri della Sala del Tricolore  ha votato quasi all'unanimità il testo sui cui il Comitato ha raccolto oltre 1500 firme di cittadini. Un testo elaborato durante l'estate in un tavolo allargato (a cui hanno partecipato tante persone, gruppi, associazioni e partiti)  per trovare risposta alla domanda che i cittadini continuavano a fare: “Perchè a Reggio Emilia non viene applicato il referendum e l'acqua è ancora gestita dal privato?”.

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La Corte Costituzionale italiana fa saltare le privatizzazioni di acqua

Grande vittoria dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali.

Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese. Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l’articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse  la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.

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Dichiarazione Finale dell’EWM – Incontro Annuale di Girona del 2025

Girona, 8 dicembre 2025

L’Incontro Annuale dell’EWM del 2025 si è tenuto in un momento particolarmente critico, contrassegnato da processi di deregolamentazione promossi dalla Commissione Europea, da una crescente pressione sulle risorse idriche, da una sempre maggiore frequenza di siccità prolungata ed inondazioni. Questo contesto coincide con un anno preparatorio alla terza Conferenza Mondiale dell’ONU sull’Acqua (dicembre 2026), dove gli Stati Membri dovranno definire la loro posizione e i loro impegni.

Questo scenario è ulteriormente reso complicato dalla crescita in tutta Europa delle forze politiche di estrema destra, che spingono alla deregolamentazione e minacciano diritti fondamentali quali l’accesso universale all’acqua, riconosciuto dall’Assemblea Generale dell’ONU e sancito nella Direttiva dell’Acqua Potabile.

In tale contesto l’incontro di Girona ha fornito una piattaforma per analizzare l’impatto delle politiche europee sulla gestione dell’acqua e per sviluppare strategie a difesa dell’acqua quale bene comune e diritto umano fondamentale. L’evento ha visto il contributo di esperti internazionali, europei e nazionali, che hanno fornito approfondimenti critici e rigorosi riguardo alle attuali sfide sull’acqua.

Durante l’incontro di Girona, tenutosi dal 5 al 7 dicembre, l’European Water Movement (EWM) ha manifestato la propria seria preoccupazione riguardo alle conseguenze negative originate dalla revisione della Direttiva Quadro sull’Acqua (WFD – Water Frame Directive) annunciata dalla Commissione Europea il 10 dicembre 2025, che ha ritenuto tale Direttiva, nella sua attuale versione, un ostacolo all’autorizzazione di progetti quali i programmi di estrazione mineraria. Uno dei principali obiettivi dell’incontro è stato quello di analizzare tale proposta di deregolamentazione della normativa sull’acqua, sia in termini di emendamenti legislativi che di meccanismi finanziari.

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Appello alla costruzione di un Forum popolare in alternativa al Euro-mediterranean Water Forum delle istituzioni e delle multinazionali

22 marzo 2026

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, insieme al European Water Movement e al People Water Forum, chiamano alla mobilitazione per fine Settembre 2026 a 15 anni dal referendum tradito.

Premessa:

Nel 2011, cogliendo la pericolosità della privatizzazione della risorsa idrica, il popolo italiano si è espresso in maniera inequivocabile circa la volontà di vivere e svilupparsi in una società in cui le risorse naturali ed i beni comuni siano messi a servizio della cittadinanza, fuori dalle logiche di mercato e delle merci.

Dal giorno successivo alla vittoria referendaria le forze mercantili, dentro e fuori le istituzioni, hanno cominciato la loro campagna di insabbiamento per sviare una decisione storica che avrebbe rovinato grandi affari nell’immediato e che, di contro, affermava precise richieste e necessità che mettevano un limite e invertivano la rotta rispetto al disegno politico neoliberista che le classi dominanti stavano iniettando nel processo di globalizzazione.

Purtroppo le forze politiche che promettevano di rispettare l’esito referendario non hanno prodotto azioni conseguenti e per questo, negli anni successivi, il modello privatistico, senza freni politici, ha contribuito ad aumentare i problemi intorno al prezioso bene ecosistemico dove, l’approfondimento delle dinamiche di lucro, ha pregiudicato tanti positivi processi sociali ed aumentato la serietà delle problematiche intorno al tema dell’acqua.

Oggi:

Non aver imboccato la strada disegnata dal referendum di una gestione pubblica e partecipativa, volta primariamente al benessere ed alla salute collettiva, ha portato ad aumentare tutte le problematiche esistenti.

Non solo più l’aspetto etico-politico-ontologico, ma vere e proprie compromissioni nella quantità e nella qualità delle acque potabili e dei corpi idrici naturali.

Scarsità indotta anche dai cambiamenti climatici (su cui non si è voluto agire), dall'abbassamento della qualità per inquinamenti di ogni sorta (Pfas), dai dividendi privati gonfiati a scapito di reti idriche di distribuzione fatiscenti e non riparate, dall'aumento della pressione antropica sui corpi idrici naturali e dei loro ecosistemi e dal loro sfruttamento, incluso anche lo sviluppo delle nuove tecnologie (Data Center e AI).

All’orizzonte già si profilano i primi conflitti riguardanti intere popolazioni per la contesa della poca acqua rimasta, come in Sicilia, Calabria e Basilicata.

È in questo contesto che dal 29 settembre al 2 ottobre nella Città di Roma si svolgerà il primo Euro-Mediterranean Water Forum dei ricchi, dei potenti, delle istituzioni prostrate alle multinazionali.

L’incontro euro-mediterraneo allarga, per la prima volta in modo ufficiale, la propria visione neo-coloniale anche all’Africa, dove il discorso idrico sembra inserirsi o accostarsi in qualche modo al fallimentare “Piano Mattei”, ai Balcani ed al Medio-Oriente (qui, senza problematizzare minimamente lo scenario di violazione dei diritti umani in cui, tra l’altro, anche l’accesso all’acqua viene usato come arma in tutta la regione, soprattutto dopo l’espandersi della guerra).

All’incontro verrà affiancata una fiera/expo con un’area di 7000 metri quadri, per promuovere le soluzioni tecnologiche ed economiche più funzionali alla finanziarizzazione del bene ecosistemico acqua, per spingerlo sempre di più in balia delle quotazioni in borsa e della gestione dei fondi di investimento, come ad esempio BlackRock, ben inseriti in tante realtà economiche italiane e ben protetti da quelle stanze governative che contano e che, non a caso, promuovono la kermesse di settembre.

Infine, l’incontro di Roma ha ricevuto l’”endorsement” a Bali nel 2024 dentro la cornice del Word Water Forum indetto dal Consiglio mondiale dell’acqua (WWC), organo delle multinazionali, proprio mentre i movimenti sociali in difesa dell’acqua, sopraggiunti per manifestare la propria opinione, venivano bloccati dai paramilitari e confinati in hotel per tutta la durata dell’incontro.

Per questo, in vista di questo sfacciato e torbido evento, chiamiamo alla mobilitazione i popoli dell’acqua e proponiamo la costruzione di un incontro alternativo e solidale, dei movimenti, della società civile, delle organizzazioni scientifiche ed accademiche con coscienza civile e del mondo delle arti.

Per riprendere il cammino tracciato da quella stagione referendaria del 2011 e rilanciare la costruzione e l’organizzazione delle nostre alternative in opposizione all’attuale paradigma neoliberale, al riesumato ed imposto scenario bellicistico ed all’altezza delle problematiche indotte dall’inquinamento a fronte di 15 anni di inazione, dai cambiamenti climatici e da eventi estremi idrici in evidente aumento.

Come durante gli anni del referendum, vogliamo costruire una alleanza per l’acqua, la più ampia possibile, per dare parola ai movimenti ed alle realtà che lottano contro la commercializzazione e privatizzazione del bene ecosistemico acqua a partire dai territori.

Dare parola e far emergere vere proposte alternative per affrontare i problemi della siccità, dei disastri alluvionali ed ambientali, derivanti da industrie estrattive ed inquinanti, e le conseguenze di un cambiamento climatico che si sta verificando in tutta la Penisola, nell’Area del Mediterraneo ed oltre, e che molti fanno finta di non vedere.

SMASCHERIAMOLI !

Le organizzazioni sociali chiedono di preservare la Direttiva Quadro sulle Acque dopo l'annuncio della sua revisione da parte della Commissione Europea

Roma, 10 di dicembre 2025.

Il European Water Movement (EWM) mette in guardia dalle conseguenze negative che comporterebbe la modifica della Direttiva Quadro sull'Acqua annunciata dalla Commissione Europea lo scorso 10 dicembre nella conferenza stampa sull'Environmental Omnibus.

Lo scorso fine settimana, dal 5 al 7 dicembre, Girona ha ospitato l'incontro annuale dell'EWM. Uno degli obiettivi era quello di analizzare le proposte di deregolamentazione delle norme dell'Unione Europea relative alla gestione dell'acqua, sia in termini di deroghe che di finanziamento.

“Senza questo quadro giuridico comune, scompare ogni garanzia del buono stato ecologico e chimico dei corpi idrici dell’Unione europea”, avvertono i membri dell’ EWM. La Direttiva Quadro sulle Acque è il pilastro vitale dell’intera politica europea sull’acqua, motivo per cui si chiede agli eurodeputati di difendere la norma e i suoi standard attuali vigenti.

L’EWM denuncia la deriva della Commissione Europea, “cedendo alle lobby minerarie e industriali con interessi particolari che minacciano il diritto a un ambiente sano e la salute pubblica di tutti i cittadini europei”. Le organizzazioni ricordano che la Commissione Europea ha ripetuto più volte di sostenere il diritto umano all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, dopo i quasi 2 milioni di cittadini che hanno sostenuto la prima Iniziativa dei cittadini europei (ICE Right2Water) che chiede il riconoscimento del diritto all'acqua.

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