Rimunicipalizazzione dell'acqua a Torino

Dopo 6 anni Il Consiglio Comunale di Torino inizia ad attuare la volontà popolare espressa dal referendum contro la privatizzazione del 2011.

Lunedì 9 ottobre 2017, con il voto favorevole del gruppo di 5Stelle, di "Torino in Comune" e di "Direzione Italia", è stata approvata la trasformazione della Azienda Idrica SMAT S.p.A in Azienda Speciale di diritto pubblico.

Dopo Napoli, Torino è la seconda grande città italiana che rimunicipalizza. Da oggi inizia il percorso che andrà integrando mano a mano anche le 40 municipalità dell'area metropolitana della città. Questo processo terminerà formalmente in aprile del 2018.

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La Carta di Bari per la difesa delle fonti d'acqua del Mezzogiorno d’Italia

Bari, 7 ottobre 2017

Noi tutti, aderenti alla Rete per la Difesa delle Fonti d’Acqua del Mezzogiorno d’Italia,

DICHIARIAMO

che il riconoscimento concreto del diritto all’acqua è un obiettivo imprescindibile del presente e del prossimo futuro.

E siamo determinati a perseguirlo.

PREMESSO

che nel luglio del 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotta la Risoluzione 64/92, che riconosce l’accesso a un’acqua sicura e pulita e all’igiene come diritto umano.

La Risoluzione è stata approvata con 122 voti favorevoli, nessun contrario e 41 astenuti. Tra i Paesi che hanno approvato la decisione, troviamo essenzialmente i Paesi impoveriti. Gli astenuti, invece, sono la maggior parte dei Paesi geograficamente europei o politicamente affini, nonché Paesi di indubbio rilievo economico e politico su scala internazionale quali gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito e il Giappone, tutti componenti del G7.

Riconoscere concretamente il diritto all’acqua, senza il sostegno dei Paesi che esercitano una grande influenza sul piano globale, appare assai arduo.

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La partecipazione del pubblico nella gestione dei servizi per l’acqua in Europa: Berlino

Il Movimento Europeo per l’Acqua (European Water Movement) ha chiesto alle associazioni e ai collettivi che hanno sostenuto il ritorno alla gestione pubblica del proprio servizio idrico locale, di descrivere i meccanismi di partecipazione del pubblico nella gestione del servizio (i meccanismi in essere, quelli in fase di implementazione e quelli programmati) per analizzarne i punti di forza e di debolezza. In questo articolo, Dorothea Härlin del Berliner Wassertisch presenta il caso berlinese.

Dopo la rimunicipalizzazione, la democratizzazione!
Un relazione intermedia sulla democratizzazione del servizio di gestione dell’acqua a Berlino

La società di gestione dell’acqua di Berlino (Berliner Wasserbetriebe – BWB) è tornata ad essere pubblica al 100% a partire dal 2014. Nel 1999, le società private Veolia e RWE ne avevano acquistato il 24,9% ciascuna nel quadro del celebre modello PPP (Partenariato-Pubblico-Privato). Lo scandaloso accordo PPP era stato tenuto segreto, come tutti gli accordi PPP, sino al 2011, quando la vittoria del primo referendum di iniziativa popolare “Unser Wasser” vinto a Berlino lo rese necessariamente pubblico, generando pressioni all'interno del personale politico di Berlino, al punto che le azioni possedute dalla RWE furono riacquistate nel 2012 e quelle possedute dalla Veolia nel 2013. Cosi, la BWB fu totalmente rimunicipalizzata a partire del 2014.

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Il lungo cammino verso la partecipazione del pubblico nella gestione dell’acqua a Montpellier

A maggio 2014, dopo 25 anni di gestione privata da parte di Veolia, la metropoli di Montpellier ha deciso di ritornare a una gestione pubblica del proprio servizio di produzione e distribuzione di acqua potabile.

Un contesto politico molto particolare ha consentito al collettivo guidato dall’associazione Eau Secours 34 di esercitare forti, decisive pressioni sulle autorità locali per ritornare non solo ad una gestione pubblica dell’acqua, ma anche ad una governance più trasparente e democratica del servizio, con una reale partecipazione degli utenti.

In particolare, è stato richiesto che il servizio sia gestito da un ente pubblico con una rappresentanza degli utenti nel proprio consiglio di amministrazione e con la creazione di una commissione metropolitana chiamata « Observatoire de l'eau » (Osservatorio dell’acqua), costituita da tutte le parti interessate, utenti inclusi. Entrambe le richieste sono state accettate.

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La crisi idrica mette a nudo i danni di mala gestione e privatizzazione dell'acqua

Stop alla distribuzione dei dividendi, tutti gli utili per la ristrutturazione delle reti idriche

L'emergenza idrica è oramai un'evidenza conclamata, con effetti nefasti sulla disponibilità per uso umano, sull'agricoltura e più in generale sull'ambiente.

Si tratta di una drammatica realtà provocata dall'acuirsi dei cambiamenti climatici a cui, da oltre vent'anni, si sono sovrapposti i processi di mercificazione e privatizzazione dell'acqua.

I fautori dell'ingresso dei privati nella gestione dell'acqua avevano utilizzato come argomento forte la grande opportunità di apporto di capitali da parte di quest'ultimi per rendere più efficiente il servizio, per restrutturare le reti e costruire gli impianti di depurazione. Inoltre, grazie al mercato e alla concorrenza, il tutto sarebbe stato più economico per i cittadini.

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