Profitti nella tariffa di Umbra Acque SpA

Metodo tariffario Idrico MTI-2, 2016-2019 

Nel 2003 i comuni dell'ATI 1 e 2 dell'Umbria hanno affidato la gestione del servizio idrico a Umbra Acque spa, partecipata dalla multinazionale ACEA spa e quindi dalla francese SUEZ, perché la gestione totalmente pubblica era costosa, corrotta e inefficiente. L'intervento del privato avrebbe dovuto garantire una gestione efficiente basata sulla realizzazione degli investimenti, la manutenzione delle reti e degli impianti di proprietà dei Comuni concessi in uso a Umbra Acque spa. Tutto ciò in cambio del pagamento di tariffe approvate in base ad un piano tariffario di 25 anni, che prevedeva un aumento anno dopo anno in funzione della realizzazione degli investimenti. Tariffa che prevedeva tra le componenti l'adeguata remunerazione del capitale investito, cioè il profitto minimo garantito della gestione del 7% fisso sul totale del capitale investito.

Già nel 2011 i cittadini si sono resi conto che la privatizzazione dell'acqua era una cosainaccettabile, perché l'acqua è un bene fondamentale per la vita e sull'acqua non si può fare profitto. Si sono anche resi conto che l'intervento dei privati non aveva affatto migliorato la gestione, visti gli aumenti di perdite nelle reti e l'incompleta realizzazione dei piani degli investimenti. L'unica cosa che aumentava era la tariffa, mentre la qualità del servizio diminuiva. Per questo nel 2011 i cittadini hanno votato il referendum contro la privatizzazione dei servizi pubblici e contro il profitto garantito sulle tariffe dell'acqua, referendum che non è stato mai rispettato.

Leggere il seguito sul sito del Comitato Umbro Acqua Pubblica

L’Attacco alle fonti d’acqua nel Mezzogiorno d'Italia

Nel centro sud Italia è stato sferrato un attacco alle fonti d’acqua e all’intero sistema idrico. Le multinazionali puntano ad accorpare il ciclo idrico integrato dell’intero meridione, il cd distretto appenninico, al fine di accaparrarsi la mega gestione e realizzare la più grande privatizzazione d’Europa, in contrasto con l’esito del referendum del 2011.

L’obiettivo prioritario sono le fonti poiché è più facile prenderne il controllo ed esse producono molto profitto, a fronte di spese e rischio minimi. Con la gestione del rubinetto principale è favorita l’acquisizione dell’intero ciclo integrato e il condizionamento politico del territorio.

La strategia delle lobby

Per il perseguimento dell’obiettivo, la strategia in campo è diversificata temporalmente, per settore d’intervento e territorio, ma l’obiettivo è unico: giungere ad accorpare le Regioni del centro sud e affidare la gestione del ciclo integrato a un’unica gigantesca Corporation. Senza dimenticare che le multinazionali in campo gestiscono anche rifiuti ed energia e puntano a realizzare gli stessi processi anche in questi altri settori, mediante la costituzione di una gigantesca multiutiliy.

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Super sfruttamento dell’acqua nel sud-ovest dei Vosgi da parte di Nestlé e Caseificio Ermitage

Una catastrofe ecologica annunciata, conflitti d’interesse evidenti che coinvolgono Nestlé

Le due società agro-alimentari, che consumano il 50% delle risorse idriche, sono all’origine di un cronico deficit di circa 1,3 milioni di metri cubi d’acqua all’anno da almeno 30 anni.

Tre associazioni ambientaliste che fanno parte della Commissione Locale dell’Acqua, denunciano le soluzioni proposte da tale Commissione: risparmio idrico delle famiglie, nulla per le imprese, e massicci trasporti d’acqua da 30 a 50 km (progetto affidato al Gruppo Suez). In quest’epoca di riscaldamento climatico nessun intervento è stato attuato sull’impatto ambientale e il Consiglio del Dipartimento dei Vosgi ha stanziato solo nel marzo 2016 il finanziamento per un primo lotto di lavori.

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Acqua privata, Frosinone e provincia si ribellano: revocato il contratto con Acea

Erano giorni, ormai, che a Frosinone non si parlava d’altro. “Mandare a casa Acea” era l’impegno che la maggioranza dei sindaci degli 82 comuni della provincia si erano presi. Con in prima fila il capoluogo, seguito da Cassino e da Ceccano, le tre amministrazioni ribelli. E alla fine la delibera è arrivata, secca: “Risoluzione del contratto di gestione del servizio idrico integrato”. La convenzione firmata nel 2003 dalla provincia di Frosinone con la multiutility romana è per i sindaci ormai lettera morta, un treno arrivato a fine corsa.

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Il movimento per l'acqua verso ed oltre la COP 21 di Parigi

Dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 si terrà a Parigi la 21° Conferenza delle Parti dell'ONU sui Cambiamenti Climatici. Si tratta di un'importante occasione per rimettere al centro dell'agenda politica nazionale e internazionale i temi che riguardano il modello di gestione delle risorse, la tutela ambientale, i diritti delle comunità, la difesa dei beni comuni e, più in generale, il sistema economico.

Come movimento per l'acqua siamo interessati a contribuire al dibattito e al percorso di avvicinamento a questo importante appuntamento.

Siamo consapevoli che la concomitanza di diversi fattori (quali il ricaldamento globale, la caratteristica intrinseca dell’acqua di essere risorsa vitale ripartita in modo ineguale sul nostro pianeta, la rapida crescita demografica mondiale, l'incremento dei consumi, i pericolosi nazionalismi, l’essere diventato fattore economico determinante) ha fatto sì che l’acqua sia e sarà sempre più scarsa e, quindi, obiettivo della politica nazionale e internazionale.

Siamo anche consapevoli che la crisi idrica globale nasce da una scarsità “man-made” della risorsa acqua: una scarsità prodotta dall’uomo e dal sistema economico, alterando il ciclo idrico e l'integrità degli ecosistemi. Per citare V. Shiva: “la crisi dell’acqua è una crisi ecologica che ha cause commerciali ma non soluzioni di mercato” (Le guerre dell’acqua - 2002).

E’ proprio nel momento in cui l’acqua diviene “scarsa” che ancor di più si concentrano su di essa le attenzioni del mercato, trasformandola così da bene comune a bene commerciabile.

Leggere il seguito sul sito del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua